Capire la politica

Sistema elettorale con primarie e due coalizioni

A titolo esemplificativo si propone un sistema elettorale con primarie e due sole coalizioni, un sistema elettorale a doppio turno ispirato al metodo delle primarie di coalizione, dove le elezioni primarie sarebbero utilizzate per determinare la composizione delle coalizioni piuttosto che per definire il leader della coalizione.

In una democrazia parlamentare un sistema elettorale con primarie e due coalizioni sarebbe simile ad un sistema elettorale a doppio turno con ballottaggio senza tuttavia replicarne i difetti tipici.

Sistema elettorale e instabilità dei governi nella politica italiana

I sistemi elettorali finora adottati in Italia per il rinnovo del Parlamento, in connessione con la forma di governo parlamentare e la frammentazione del sistema politico, non sono mai riusciti a contemperare le esigenze di governabilità e rappresentatività e sono per questo considerati come una delle principali cause della instabilità dei governi che ha caratterizzato la storia istituzionale italiana dal dopoguerra ad oggi.

Governabilità e rappresentatività nella forma di governo parlamentare

Nel linguaggio politico, per governabilità si intende una situazione di equilibrio sociale, economico e istituzionale per cui la continuità dell'azione di governo non è ostacolata da situazioni anomale o eccezionali. Non esiste, tuttavia, una definizione comunemente e concordemente accettata di governabilità ma, in riferimento a determinati periodi storici caratterizzati da “crisi di governabilità”, si preferisce piuttosto parlare di “ingovernabilità” analizzandone le cause.

La legge elettorale

La legge elettorale è una legge di fondamentale importanza in tutte le democrazie poiché detta le regole con le quali i cittadini eleggono i rappresentanti del popolo nelle istituzioni. Le leggi elettorali disciplinano le modalità di presentazione delle liste di candidati alle elezioni, le opzioni di scelta disponibili agli elettori, il numero dei collegi, le modalità di assegnazione dei seggi delle assemblee legislative (parlamenti, assemblee regionali e comunali) etc.

Risultati referendum costituzionale 2016

Il referendum confermativo sulle riforme costituzionali approvate dal Parlamento ha avuto esito negativo: il 59,11% dei cittadini ha bocciato la riforma contro il 40,89 % dei favorevoli. La riforma costituzionale 2016 è stata quindi cancellata. L'affluenza alle urne (68,48 %) è stata piuttosto alta rispetto alle previsioni, testimoniando quindi una larga partecipazione degli italiani al voto. Ma i risultati di questo referendum confermativo non possono essere letti solamente come una bocciatura della riforma costituzionale, poiché sembra che gli elettori abbiano espresso un voto sul governo Renzi piuttosto che sulla riforma.

La Riforma Costituzionale 2016

La riforma costituzionale 2016, approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 15 aprile 2016, è stata bocciata dai cittadini con il referendum confermativo del 4 Dicembre 2016. La riforma apportava diverse modifiche alla II parte della Costituzione della Repubblica Italiana, la parte che disciplina il funzionamento delle istituzioni.

Il sistema politico italiano

Il sistema politico italiano è simile ai sistemi politici di quasi tutte le democrazie occidentali dove i partiti politici svolgono un ruolo fondamentale per l'esercizio e la tutela della democrazia. Nel sistema politico italiano caratterizzato dal pluripartitismo, i partiti politici sono l'entità che mette in relazione individui, gruppi e strutture, rappresentando sia la sintesi delle istanze dei cittadini che decidono di farne parte o di sostenerli con il voto, che l'anello di congiunzione con le istituzioni.

Corruzione, clientelismo e voto di scambio in Italia

Corruzione, voto di scambio e clientelismo sono fenomeni piuttosto diffusi in Italia. Per rendersene conto basta leggere le notizie di cronaca o le statistiche giudiziarie. Come evidenziato dall'inchiesta Mafia Capitale, questi fenomeni di devianza diventano sempre più devastanti essendo sfruttati dalla criminalità organizzata per insinuarsi nella rete di relazioni politiche ed economiche della classe dirigente.

La spesa pubblica italiana

Il conto economico consolidato delle amministrazioni pubbliche italiane, pubblicato a Dicembre 2014 dall'ISTAT, riporta che il totale delle uscite complessive per l'anno 2013 è stato di 827.175 milioni (circa 827 miliardi) di Euro.

Per rilevare l'andamento nel tempo della spesa pubblica italiana possiamo mettere in relazione questo importo con l'ammontare della spesa pubblica negli anni precedenti il 2013.

Cos'è la spesa pubblica

Per spesa pubblica si intende l'insieme delle risorse finanziarie che vengono utilizzate dallo Stato ovvero dall'Amministrazione centrale, dagli enti previdenziali e dalle amministrazioni decentrate per: erogare servizi pubblici ai cittadini (pensioni e ammortizzatori sociali, sanità, istruzione, difesa, ordine pubblico, protezione civile, trasporti e infrastrutture, servizi culturali e informativi), far funzionare l'organizzazione statale (stipendi dei dipendenti pubblici, materiale di consumo, attrezzature e infrastrutture), ripianare il debito pubblico e pagare gli interessi.

Lo Stato italiano e la Costituzione repubblicana

Mentre le origini dello Stato italiano possono essere fatte risalire intorno all'anno mille, la Costituzione della Repubblica italiana è relativamente recente. La Costituzione della Repubblica Italiana fu promulgata il 27 Dicembre 1947 dal capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, ed entrò in vigore il 1° Gennaio 1948. L'attuazione della Costituzione repubblicana è stato un nodo cruciale della politica italiana nel II dopoguerra.

Il partito politico

Per il funzionamento delle moderne democrazie è fondamentale il ruolo svolto dalle forze politiche e sociali ed in particolare dal partito politico. I partiti politici sono i protagonisti della vita politica negli Stati democratici, poichè esercitano un ruolo determinante per il funzionamento degli organi costituzionali dello Stato e di altre istituzioni anche non statali.

Il Governo Renzi

Il Governo Renzi nasce per portare a compimento un ambizioso progetto politico che ne ha caratterizzato fortemente la natura e l'indirizzo, ma parte di questo progetto politico ha costituito una sorta di peccato originale che ne ha segnato la sorte assieme a quella dell'esecutivo.

Il progetto politico consisteva in un vasto programma di riforme, suddivise in due categorie: le riforme istituzionali e le riforme sociali ed economiche.

Unione Europea, crisi economiche e crisi dei debiti sovrani

Le crisi economiche dei paesi aderenti all'Euro hanno evidenziato alcuni punti deboli del processo di unificazione europea. Il processo di integrazione europea si trova in una fase abbastanza avanzata da vincolare i paesi membri a determinati parametri di finanza pubblica, ma allo stesso non così avanzata da consentire un intervento diretto delle istituzioni europee nelle situazioni di crisi, o per prevenirle.

La seconda Repubblica italiana

La locuzione seconda Repubblica, utilizzata in ambito giornalistico, indica un cambiamento avvenuto a livello politico ma non a livello istituzionale della forma di governo della Repubblica italiana. Nel sentire comune lo spartiacque tra prima e seconda Repubblica è costituito, per alcuni dalle inchieste Mani Pulite che spazzarono via un'intera classe politica fecendo emergere la cosiddetta tangentopoli italiana (1992-1995), per altri dalla prima vittoria elettorale di Silvio Berlusconi nel 1994.

Le origini della crisi finanziaria internazionale del 2007

Alle origini della crisi finanziaria internazionale del 2007 c'è lo scoppio di una bolla speculativa nel settore immobiliare degli Stati Uniti ed il conseguente crollo di valore dei cosiddetti titoli "subprime" ovvero i titoli rappresentativi dei prestiti e dei mutui erogati dagli istituti di credito ai clienti ad alto rischio.

Il Governo Letta

Il Governo Letta vide la luce il 27 Aprile 2013, quando il Presidente del Consiglio incaricato, Enrico Letta, sciolse la riserva e annunciò la lista dei ministri, dopo più di due mesi dalle elezioni per il rinnovo del Parlamento del 24 e 25 Febbraio e dopo una settimana dalla rielezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica il 20 Aprile 2013.

Differenza tra governo tecnico e governo politico

Per spiegare cos'è un governo tecnico, o più genericamente un governo non politico, occorre focalizzare l'attenzione sul processo di formazione dei Governi nel sistema istituzionale italiano. La Costituzione Italiana sancisce per lo Stato italiano la forma di governo parlamentare, quindi la formazione del Governo dipende dal Parlamento che dovrà sostenerlo nell'esercizio delle sue funzioni.

La rielezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica

Tra Marzo e Aprile del 2013 l'Italia ha attraversato un periodo molto difficile sul piano politico e istituzionale. Giorgio Napolitano dirà poi che "abbiamo vissuto un momento terribile". Bisognava, infatti, trovare una via d'uscita alla situazione di stallo che si era determinata in Parlamento in seguito ai risultati elettorali delle politiche del 24 e 25 Febbraio.

Il Presidente della Repubblica in Italia

Il Presidente della Repubblica è un organo costituzionale dello Stato di tipo monocratico. Il capo dello stato viene eletto dal parlamento in seduta comune con l'aggiunta dei delegati regionali e resta in carica per sette anni. E' eleggibile qualsiasi cittadino italiano che goda dei diritti politici e abbia compiuto cinquanta anni come statuito dal 1° comma dell'art. 84 della Costituzione.

Parlamento: la situazione di stallo dopo le elezioni politiche 2013

Con le elezioni del 24 e 25 Febbraio 2013 la coalizione di centrosinistra pur avendo ottenuto il premio di maggioranza alla Camera non era riuscita a racimolare una maggioranza in Senato. Dopo il deludente risultato elettorale, il Partito Democratico il 6 Marzo convocò la direzione nella propria sede nazionale con all'ordine del giorno le elezioni politiche, le iniziative del PD e la relazione del Segretario Pier Luigi Bersani.

Il Governo italiano

Il Governo è un organo dello Stato a cui viene assegnata la titolarità del potere esecutivo. Per la teoria dei "pesi e contrappesi" la democrazia si fonda sulla separazione dei tre poteri fondamentali dello Stato che sono assegnati ad altrettanti organi di rilevanza costituzionale. Il potere legislativo spetta al parlamento, quello esecutivo al governo e quello giudiziario alla magistratura, determinando così un equilibrio tra i poteri affinche nessuno possa prevalere sugli altri.

Il Governo Monti

Nel 2011, quando nei corridoi della politica si cominciò a parlare di un governo tecnico, era in corso la XVI legislatura del Parlamento ed il potere esecutivo era in mano al IV Governo Berlusconi, il sessantesimo governo della Repubblica Italiana formatosi subito dopo le elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008, dopo l'ennesimo scioglimento anticipato delle Camere del 6 febbraio 2008.

Cos'è la politica

La politica viene percepita almeno in una o in tutte queste tre dimensioni: l'attività di coloro che governano il paese, l'attività di confronto delle idee finalizzato all'accesso all'attività di governo o di opposizione, l'attività sociale delle persone che si scambiano le loro impressioni o si impegnano in attività associative, culturali, civili, professionali per creare, discutere e diffondere idee che possono avere una funzione di indirizzo per la società.

Democrazia

Nel linguaggio quotidiano il concetto di democrazia evoca un metodo decisionale, una modalità di prendere le decisioni che consta di più fasi: l'ascolto del parere di tutti gli interessati, il confronto delle diverse posizioni attraverso una discussione costruttiva, la decisione a maggioranza attraverso una votazione. E' implicito l'impegno della minoranza ad accettare la decisione presa dalla maggioranza.

Clientelismo politico

Il clientelismo identifica un comportamento, un modello di relazione tra persone animato dall'interesse e dallo scambio di favori che crea un danno agli altri e alla collettività. Nel clientelismo politico il suddetto modello di relazione viene esteso alle relazioni politiche ed in particolare al rapporto tra politico ed elettore: il politico promette ed elargisce benefici in cambio di voti oppure tesse relazioni attraverso lo scambio di favori per occupare posizione di potere o di privilegio.

Demagogia

Un atteggiamento politico per ottenere il più ampio consenso popolare caratterizzato da false promesse e lusinghe in grado di fare leva sui sentimenti irrazionali ed i bisogni latenti delle masse.

Utopia

Utopista è chi elabora e promuove in buona fede idee e progetti desiderabili, ma impossibili da realizzare per la loro stessa natura o perchè carenti in rapporto alla realtà e alle sue dinamiche.

Questo termine, nelle sue diverse declinazioni di aggettivo e sostantivo, anche se non viene usato molto spesso nella comunicazione politica assume un significato ambivalente a seconda che si voglia sottolineare la mancanza di concretezza di una forza politica e del suo programma o al contrario la forte carica ideale che anima un soggetto o un programma politico.