La XVII legislatura si è conclusa

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Il 28 Dicembre 2017 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sciolto il Parlamento. Poco prima, nella mattinata c'era stata la conferenza di fine anno del Presidente del Consiglio, che aveva esordito con una frase molto significativa: "L'Italia non si mette in pausa, sarà Mattarella a dettare tempi e modi della fine della legislatura, ma il governo non tira i remi in barca e governerà". In sostanza, dopo aver ottenuto una "conclusione ordinata della legislatura" il Governo si appresta ad assumere un ruolo che andrà oltre la cosiddetta ordinaria amministrazione, poiché gli impegni internazionali dell'Italia e le questioni aperte rimaste sul campo dovranno necessariamente essere affrontate senza indugi per non compromettere la ripresa economica e la credibilità dell'Italia sul piano internazionale. Non sarebbe saggio mettersi in pausa ed attendere la formazione di una nuova maggioranza, visto che le prossime elezioni politiche con buona probabilità non riusciranno a determinarne una. Il Presidente della Repubblica, dopo aver raccolto le opinioni dei partiti ed essersi consultato con il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, il Presidente del Senato, Piero Grasso, e il Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, ha evidentemente ritenuto di sciogliere le camere con alcune settimane di anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura, anche al fine di preservare l'autorevolezza del Governo Gentiloni che non si è dimesso, non è stato sfiduciato dal Parlamento e a questo punto non potrà più esserlo. Fatta salva la prassi costituzionale, l'autorità politica di questo governo potrà nella sostanza essere messa in discussione dai partiti se e quando saranno in grado di formare una nuova maggioranza dopo le prossime elezioni politiche. Si voterà il 4 Marzo 2018 mentre le nuove Camere saranno convocate il 23 marzo per eleggere i rispettivi presidenti.