Vincitori e vinti delle elezioni europee 2019

Composizione europarlamento 2019-2024

Le elezioni per il rinnovo del Parlamento dell'Unione Europea non hanno stravolto gli equilibri dell'assemblea legislativa europea ma hanno determinato un importante cambiamento politico in Italia, dove la Lega ha stravinto le elezioni diventando il primo partito italiano, mentre il Movimento 5 Stelle ha subito una pesante sconfitta ed è stato superato dal Partito Democratico.

Unione Europea

L'avanzata dei partiti sovranisti all'interno dell'Europarlamento è stata meno rilevante di quanto si temesse alla vigilia delle elezioni. Probabilmente, la maggioranza politica nel Parlamento europeo sarà un pò più complessa e i partiti europeisti faranno più fatica a raggiungere l'accordo su come evolvere l'Unione Europea, ma la presenza di punti di vista differenti all'interno della futura maggioranza dell'Europarlamento potrebbe anche essere letta come un arricchimento politico foriero di qualche novità.

L'accresciuta presenza nell'Europarlamento di partiti politici sovranisti o euroscettici potrebbe, inoltre, avere l'effetto di compattare le forze politiche più europeiste e accelerare l'integrazione europea, oltra a evidenziare la necessità di prestare maggiore attenzione alle fasce sociali più svantaggiate.

In alcuni Stati europei, in particolare in Francia e in Italia (Regno Unito a parte poiché dovrebbe completare la Brexit), le elezioni europee hanno consegnato la vittoria ai partiti sovranisti o euroscettici. Tuttavia, occorre evidenziare che le elezioni europee non determinano alcun cambiamento nei parlamenti degli Stati membri, almeno fino alle rispettive elezioni politiche, per cui l'influenza che gli Stati a trazione sovranista possono esercitare sugli equilibri geopolitici interni all'Unione Europea e sulle istituzioni UE rappresentative dei governi nazionali (il Consiglio d'Europa e il Consiglio europeo) è al momento limitata.

Inoltre, nei prossimi anni gli Stati a guida sovranista dovranno confrontarsi con il problema della crescente e invadente influenza delle grandi potenze economiche e militari che non vedono di buon occhio un'Europa sovrana. Come dimostrano i recenti avvenimenti che hanno determinato la crisi del governo austriaco, il sovranismo nazionale è sempre più esposto a rischi di influenza e di ingerenza dei grandi paesi, le cui dimensioni economiche e/o militari possono annichilire il potere negoziale dei singoli Stati europei.

Paradossalmente, la competizione economica internazionale (come ad esempio la guerra sui dazi tra Stati Uniti e Cina) e la crescente globalizzazione potrebbe far evolvere il sovranismo dei singoli Stati europei verso una sorta di sovranismo dell'Unione Europea.

In altre parole, l'assunzione di responsabilità di governo e la partecipazione dei partiti politici sovranisti alle decisioni europee in grado di influenzare gli equilibri geopolitici mondiali potrebbe far cambiare la loro prospettiva politica, fino ad oggi limitata esclusivamente alle questioni di politica interna dei singoli Stati membri.

In conclusione, la vittoria dei sovranisti e degli euroscettici in Europa non c'è stata e la loro avanzata (valutabile in un +10% circa) non sembra modificare in modo sostanziale gli equilibri politici nelle istituzioni dell'Unione Europea. D'altro canto non c'è stata una sconfitta delle forze politiche europeiste anche se gli equilibri all'interno di questo raggruppamento sono cambiati.

La composizione del rinnovato Europarlamento (legislatura 2019-2024) è illustrata nel seguente grafico.

Composizione europarlamento 2019-2024

Italia

Per quanto riguarda l'Italia, invece, le ripercussioni determinate dal risultato delle elezioni europee 2019 sulla politica nazionale sono consistenti. Le elezioni europee 2019 sono state vinte dalla Lega straripante di Matteo Salvini mentre anche Fratelli d'Italia (che adotta una piattaforma politica molto simile a quella della Lega) è cresciuta relativamente molto.

Di converso il Movimento 5 Stelle ha subito una pesantissima sconfitta mentre il Partito Democratico ha recuperato posizioni ed è diventato il secondo partito italiano superando il Movimento 5 Stelle.

Molto probabilmente il risultato italiano delle elezioni europee 2019 avrà consistenti ripercussioni sugli equilibri politici interni alla maggioranza parlamentare e potrebbe portare a elezioni politiche anticipate.

Il risultato elettorale delle europee ha determinato una inversione dei rapporti di forza tra i partiti che compongono la maggioranza parlamentare (il governo), ma ovviamente solo per quanto riguarda la distribuzione del consenso elettorale. Mentre la Lega ha raddoppiato il suo consenso, quello del Movimento 5 Stelle si è dimezzato.

In altre parole, trattandosi di elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo questa mutata distribuzione del consenso elettorale non si riflette nella distribuzione dei seggi del Parlamento italiano, che rimane la stessa, per cui gli equilibri numerici della maggioranza non subiscono mutazioni. E', tuttavia, evidente che le elezioni europee hanno determinato un mutamento sostanziale del quadro politico nazionale.

Questa è la condizione dei tre principali partiti politici le cui scelte prossime future potrebbero determinare una svolta nella situazione politica italiana.

Il Partito Democratico

Il Partito Democratico è riuscito a superare il Movimento 5 Stelle ed è diventato la seconda forza politica del paese. Il PD ha raggiunto un'importante soglia psicologica e ha riconquistato il ruolo di opposizione credibile contro l'avanzata della Lega e della nuova destra. Il Partito Democratico ha in sostanza riacquistato la leadership politica, che era stata messa in discussione da più parti, del polo di sinistra nel caso si tornasse a un sistema dei partiti bipolare. La strada è ancora lunga ma le fondamenta sono state gettate.

La Lega

Forte del grande successo elettorale alle elezioni europee la Lega potrebbe approfittare del momento politico favorevole per conquistare il maggior numero di seggi in Parlamento, attraverso elezioni politiche anticipate, oppure imporre con ancora maggior forza il suo programma di governo al Movimento 5 Stelle elargendo qualche contentino all'alleato. Evidentemente le due opzioni non sono mutualmente esclusive ma si rafforzano a vicenda. In ogni caso, è evidente che la Lega non si lascerà bloccare o logorare nell'azione di governo dal cosiddetto "contratto di governo" stipulato con il Movimento 5 Stelle (visto che fino alle elezioni europee lo ha sfruttato a suo vantaggio).

Il contratto di governo

L'anomalia del "contratto di governo" rischia di diventare un vulnus per la democrazia.

Già prima del risultato delle elezioni europee le dinamiche interne alla maggioranza evidenziavano una doppia anomalia:

  • a livello di governo per il ruolo svolto dal Presidente del Consiglio che ha assunto una funzione di mediazione piuttosto che di indirizzo;
  • a livello di maggioranza parlamentare per il differente peso politico dei due partiti che non si riflette nelle scelte politiche del governo. In altre parole, nonostante avesse un minore peso politico la Lega ha impostato un rapporto paritario con il Movimento 5 Stelle.

Questa anomalia che attiene la responsabilità politica dei gruppi parlamentari della maggioranza potrebbe aggravarsi dopo il risultato elettorale delle europee e rischia di diventare un vulnus al processo democratico qualora i parlamentari del Movimento 5 Stelle, numericamente preponderanti, dovessero trovarsi in una condizione di soggezione politica nei confronti dell'alleato di governo.

In sostanza, se la Lega riuscisse a imporre il proprio indirizzo politico traslerebbe di fatto la responsabilità politica delle sue scelte sui parlamentari del Movimento 5 Stelle.

Considerando le sfide che il Governo dovrà affrontare già a partire dalla prossima legge di bilancio, in particolare per quanto riguarda l'assenza di crescita economica e il mantenimento dell'equilibrio dei conti pubblici, è importante che la responsabilità politica della maggioranza parlamentare sia quanto più possibile chiara e trasparente.

Un governo a trazione leghista che faccia leva su una maggioranza parlamentare dominata dal Movimento 5 Stelle sembra invece violare il principio della trasparenza democratica.

Il Movimento 5 Stelle

L'anomalia generata dal cosiddetto "contratto di governo" stipulato tra due forze politiche non omogenee si riflette in negativo sul Movimento 5 Stelle.

Se il Movimento 5 Stelle pur potendo far leva su un consenso politico maggioritario non è riuscito a evitare che il leader della Lega, Matteo Salvini, imponesse la sua agenda politica al Governo durante l'anno appena trascorso, cosa accadrà in futuro visto che la Lega ha acquisito il doppio dei consensi del Movimento 5 Stelle?

Qualora l'azione del governo Conte dovesse proseguire, e diventare ancora più sbilanciata verso la Lega di Salvini, i parlamentari del Movimento 5 Stelle se ne dovranno comunque assumere tutta la responsabilità politica.

Invece, questa assunzione di responsabilità del Movimento 5 Stelle (ad esempio, plasticamente evidenziata dal caso Salvini - Diciotti) si è persa nel proseguire dell'azione di governo, a tal punto che è stata quasi negata durante la campagna elettorale per le elezioni europee.

Probabilmente, il Movimento 5 Stelle è stato punito dagli elettori anche per essersi troppo allontanato, politicamente, dall'alleato durante la campagna elettorale dando l'impressione di non volersi assumere pienamente la responsabilità politica dell'azione di governo, che necessariamente include anche "tutte" le iniziative politiche della Lega.

Sotto questo profilo è emersa l'esperienza politica della Lega e di Matteo Salvini che ha accompagnato con mestiere il Movimento 5 Stelle verso il punto di rottura.

Infatti, dopo un iniziale appiattimento del Movimento 5 Stelle sulle posizioni politiche della Lega che hanno di fatto spinto verso destra il Movimento 5 Stelle, quest'ultimo ha sperimentato una prima perdita di consenso elettorale alle elezioni regionali e nei sondaggi.

A quel punto, il M5S ha reagito puntanto i piedi su alcune questioni determinanti, come ad esempio la TAV, e accrescendo ed evidenziando i motivi di contrasto con la Lega, ad esempio sulla giustizia.

Questa conflittualità interna alla maggioranza è infine esplosa durante la campagna elettorale per le elezioni europee 2019. Il Movimento 5 Stelle ha esasperato il conflitto con la Lega pensando di recuperare terreno con una svolta nella propaganda politica, ammiccando a sinistra, cambiando opinione su alcuni temi politici dirimenti (come ad esempio sull'immigrazione e sull'equilibrio dei conti pubblici), entrando in contraddizione con le posizioni destrorse assunte durante la precedente azione di governo.

Il repentino cambio di posizionamento del Movimento 5 Stelle è, infatti, sembrato strumentale solamente al recupero del consenso; è sembrato esclusivamente mirato a contrastare il palpabile successo di Matteo Salvini e della Lega che era riuscita a impadronirsi dello spazio politico-mediatico precedentemente occupato dal M5S; è sembrato esclusivamente mirato a occupare lo spazio politico-mediatico che normalmente spetta alle opposizioni. All'apparenza una strategia di comunicazione priva di una strategia politica sottostante.

O forse il Movimeno 5 Stelle voleva riprendere, tardivamente, quella strategia politico-mediatica, appoggiata anche da una parte dell'establishment culturale, che mirava alla sostituzione del Partito democratico con il Movimento 5 Stelle in un mutato schema bipolare. In pratica, uno degli scenari politici emersi subito dopo le elezioni politiche di febbraio 2018 che poi era naufragato con la nascita del governo Conte.

Insomma, non solo l'inversione ad U di Di Maio e del Movimento 5 Stelle non ha dato i frutti sperati ma ha probabilmente accentuato la perdita di consenso elettorale del Movimento 5 Stelle che, evidentemente, è risultato incoerente e meno credibile della Lega di Salvini e del Partito Democratico.

La strategia politico-mediatica del Movimento 5 Stelle non ha tenuto conto degli effetti collaterali che mettono in seria discussione la prosecuzione del Governo Conte.

Oltre all'anomalia del "contratto di governo" che in campagna elettorale si è trasformato in un boomerang - poiché è come se fosse stato fatto valere dal M5S nei confronti degli elettori per negare le proprie responsabilità di governo - la spaccatura tra Lega e Movimeno 5 Stelle ha messo quest'ultimo con le spalle al muro.

Se il Movimento 5 Stelle dovesse rimanere passivamente vincolato dall'abbraccio mortale della Lega e di Salvini (proprio grazie al contratto di governo che in realtà consente a Salvini di fare quello che vuole) continuerà a perdere consensi, poiché il M5S sarà ritenuto responsabile degli eventuali fallimenti di questo governo mentre gli eventuali successi verranno capitalizzati dalla Lega.

Se il Movimento 5 Stelle dovesse puntare i piedi e restare fermo sulle posizioni assunte durante la campagna elettorale dovrà prima o poi intestersi la responsabilità della inevitabile crisi di governo e perderà ulteriori consensi.

Forse il Movimento 5 Stelle farebbe meglio a fare il mea culpa e salire subito al colle.

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