Le unioni civili sono ora regolamentate da una legge dello Stato

Registro Unioni civili

Con l'approvazione definitiva del Ddl Cirinnà alla Camera dei deputati (372 voti favorevoli e 51 contrari), il Parlamento italiano ha finalmente dotato il paese di una legge che regolamenta le unioni civili. Ma è una buona legge oppure è fatta male? Su questo punto le opinioni si dividono in tre blocchi: da un lato i "delusi" che avrebbero voluto una legge ancora più innovativa sul piano dell'equiparazione dei diritti e della stepchild adoption, dall'altro i "fondamentalisti" che vedono in questa legge che tutela fome di convivenza diverse dal matrimonio tradizionale un grave rischio per la società, in mezzo i "possibilisti" - tra i quali il Governo che ha giocato un ruolo decisivo ponendo la questione di fiducia - che sono soddisfatti del compromesso raggiunto, innanzitutto perchè ha reso possibile l'approvazione della legge. Infatti, i "possibilisti" hanno due anime: quelli che hanno cercato di ampliare le tutele garantite dalla nuova legge e quelli che invece hanno lottato per limitarle.

Ai commenti entusiasti di Matteo Renzi e Maria Elena Boschi fanno da contraltare le dure dichiarazioni di Renato Brunetta e di Matteo Salvini. La grande maggioranza degli italiani è comunque concorde nel considerare la legge sulle unioni civili necessaria, poichè questa legge non fa altro che adeguare l'ordinamento giuridico a mutamenti sociali già largamente assimilati dalla collettività.