La situazione politica italiana 2018 - 2019

Notizie politiche

La situazione politica italiana dopo le elezioni politiche del 4 marzo 2018 fino alla crisi del Governo Conte I (20 agosto 2019) è stata piuttosto confusa. Il sistema dei partiti tripolare affermatosi con le elezioni politiche del 2013 ha raggiunto il suo apice con le elezioni politiche del 2018, ma poi ha iniziato a sfaldarsi e si è incamminato verso il ritorno a uno schema bipolare.

Tuttavia, l'eventuale e probabile riaffermazione di un sistema bipolare comporterà il cambiamento delle piattaforme politiche prevalenti dei due poli (la destra e la sinistra), che saranno profondamente diverse rispetto a quelle che hanno prevalso durante la cosiddetta seconda Repubblica.

Come illustrato nella situazione politica italiana 2013 - 2018, fino alle elezioni del 4 Marzo i tre poli politici erano così costituiti:

  1. il centrodestra, la cui principale forza politica era Forza Italia;

  2. il centrosinistra guidato dal Partito Democratico;

  3. il Movimento 5 Stelle.

Le elezioni politiche del 4 Marzo 2018 hanno in parte confermato e in parte mutato questo scenario politico:

  • hanno confermato, anzi accentuato, lo schema tripolare con il Movimento 5 Stelle che è diventato il primo partito italiano ed ha superato di gran lunga la coalizione di centrosinistra.
  • hanno determinato un cambiamento sostanziale nel centrodestra, con l'ambigua affermazione della leadership della Lega, guidata da Matteo Salvini, all'interno della coalizione.

L'ambiguità che caratterizza la leadership del centrodestra è data dalla strategia di alleanze perseguita dalla Lega, che a livello locale è saldamente inserita nella coalizione di centrodestra mentre a livello nazionale è alleata con il Movimento 5 Stelle, nonostante abbia partecipato alle elezioni politiche 2018 come parte integrante della coalizione di governo del centrodestra.

Il quadro politico italiano, già di per sé complicato, è diventato ancor più complesso quando il Movimento 5 Stelle e la Lega hanno deciso di costituire una maggioranza parlamentare per formare e sostenere il Governo Conte e anche successivamente, quando dopo i primi mesi di governo Salvini e la Lega hanno dimostrato una maggiore solidità rispetto a Di Maio e al Movimento 5 Stelle.

In effetti, il successo politico della Lega appare spropositato se rapportato al suo risultato elettorale. Infatti, la Lega con le elezioni politiche 2018 ha conquistato sia la leadership del centrodestra (con il 17% circa dei consensi a fronte del 14% circa di Forza Italia), sia la possibilità di stipulare un contratto di governo con il Movimento 5 Stelle su base paritaria nonostante il M5S abbia raccolto quasi il doppio dei voti (32%).

Nella trattativa di governo con il Movimento 5 Stelle la Lega ha potuto far leva sulla vittoria relativa dell'intera coalizione di centrodestra, che ha totalizzato il 37% circa dei voti, capitalizzando così per proprio conto il consenso elettorale dell'intera coalizione di centrodestra.

Ma questa capitalizzazione del consenso è continuata anche successivamente con le varie elezioni amministrative regionali, dove la Lega si è presentata con il centrodestra unito ed è stata premiata.

Infine, Matteo Salvini, in qualità di capo politico di una componente fondamentale della maggioranza di governo, nonché Ministro dell'interno del Governo Conte e vicepresidente del Consiglio (assieme a Luigi Di Maio), è riuscito a capitalizzare anche il consenso generato dall'azione di governo, soprattutto attraverso la controversa gestione delle politiche sull'immigrazione.

In altre parole, così come accaduto nei rapporti con la coalizione di centrodestra, la Lega è uscita vincente anche nei rapporti con l'alleato di governo.

La Lega ha infatti parzialmente cannibalizzato il Movimento 5 Stelle, o almeno questo è quello che risulta dai sondaggi elettorali e da una lettura in chiave politica delle elezioni regionali.

Se i risultati delle elezioni politiche 2018 avevano segnato l'apoteosi del sistema dei partiti tripolare nato nel 2013, la formazione di una maggioranza parlamentare composta dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega per sostenere il Governo Conte e la successiva evoluzione dell'azione di governo hanno segnato l'inizio dello sfaldamento del suddetto sistema tripolare.

In sostanza, per un verso il Movimento 5 Stelle è di fatto confluito sulle posizioni della nuova destra rappresentate dalla piattaforma politica imposta dalla Lega, attraverso scelte politiche determinanti come ad esempio sull'immigrazione, per l'altro verso il Movimento 5 Stelle sembra avviato verso una consistente perdita di consenso politico, sempre sulla base dei sondaggi elettorali e di una lettura in chiave politica dei risultati delle elezioni regionali.

A questa dinamica politica interna alla maggioranza parlamentare si aggiungono i movimenti delle forze politiche appartenenti al centrodestra e al centrosinistra tradizionali.

Mentre il centrosinistra, e in particolare il Partito Democratico, sembra aver fermato l'emorragia di voti avvenuta con le elezioni politiche 2018 e sembra nelle condizioni di poter recuperare ulteriore consenso alle prossime tornate elettorali, il centrodestra si trova in una situazione di stallo, in attesa delle decisioni politiche della Lega che potrebbe tornare a consolidare la coalizione.

Qualora la Lega dovesse, invece, procedere per proprio conto occorre evidenziare che mentre la piattaforma politica di Fratelli d'Italia (che durante il voto di fiducia al governo si è astenuto) è sostanzialmente simile a quella della Lega, la piattaforma politica di Forza Italia è in realtà molto diversa, quasi opposta, e non è affatto scontato che il suo elettorato moderato possa digerire una destra a trazione leghista.

In estrema sintesi, la situazione politica italiana è confusa e in divenire.

E' confusa perché alcune forze politiche non hanno ancora deciso quale piattaforma politica adottare e verso quale direzione muoversi o se eventualmente tornare sui propri passi.

E' in divenire perché la situazione attuale non è sostenibile, ovvero gli equilibri politici sono precari e dovranno necessariamente evolversi in una direzione piuttosto che in un'altra.

Al quadro strettamente politico si aggiunge inoltre il quadro dei risultati economici del Governo Conte che al momento appaiono alquanto negativi, soprattutto in prospettiva, per cui i problemi di crescita assente o addirittura negativa, di equilibrio delle finanze pubbliche e di credibilità a livello internazionale potrebbero contribuire a far saltare gli equilibri della compagine governativa nell'autunno 2019, quando bisognerà varare le misure economiche per la legge di bilancio.

Ma prima ancora, il 26 maggio 2019, ci saranno le elezioni europee che rappresentano un test importante anche per la situazione politica nazionale.

Per inciso, il sistema elettorale per le elezioni europee è proporzionale ma con una soglia di sbarramento al 4%. Di conseguenza, i partiti minori potrebbero essere interessati o spronati a confluire in alleanze per non disperdere i propri voti, mentre i partiti maggiori vorranno testare il proprio consenso elettorale per eventualmente capitalizzarlo a livello nazionale.

Le elezioni europee potrebbero quindi determinare un'accelerazione dei cambiamenti della situazione politica italiana in funzione delle strategie e dei risultati elettorali dei principali partiti politici.

In estrema sintesi, i risultati elettorali delle elezioni europee potrebbero contribuire a dare risposte alle seguenti domande:

  • Che farà la Lega? Costruirà la nuova destra italiana senza Forza Italia oppure tornerà nell'alveo del centrodestra tradizionale scendendo a patti con l'ingombrante eredità della destra neoliberista e vagamente conservatrice di Berlusconi?

  • Che farà Forza Italia? Si appiattirà sulle posizioni della nuova destra sociale e sovranista di Salvini oppure lotterà per condizionarne la linea politica nell'ambito della coalizione di centrodestra? E qualora non ci riuscisse, potrebbe opporsi concretamente alla Lega di Salvini?

  • Che farà il Movimento 5 Stelle? Si appiattirà forse opportunisticamente sulle posizioni di destra della Lega oppure tenterà di rifondare la sua identità su una piattaforma politica di sinistra? Oppure preferirà restare in bilico sperando che la sinistra non riesca a mettere in piedi un'innovativa piattaforma politica che sia in grado di fagocitarli a sinistra così come la Lega sembra essere riuscita a fare a destra?

  • Che faranno il Partito Democratico e le sinistre? Riusciranno a elaborare un'innovativa piattaforma politica di sinistra in grado di fermare i conflitti interni e di far convivere in un unico progetto politico la crescita economica con l'evoluzione del mercato del lavoro e la protezione sociale dei cittadini ovvero la globalizzazione e lo sviluppo tecnologico con forme innovative di distribuzione della ricchezza - distaccandosi definitivamente dagli ormai velleitari tentativi di difendere il mercato del lavoro con la strumentazione ideologica del '900 - oppure continueranno a lacerarsi in nome di un'identità di sinistra che non riescono a far convivere serenamente con la tecnologia, l'intelligenza artificiale, l'internazionalizzazione, lo sviluppo economico?

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