Populismo

Populismo

Un metodo di costruzione del consenso politico incentrato su un capo carismatico e basato sulla esaltazione del popolo, la superficialità delle masse e la demagogia.

Si tratta di un termine molto usato nella comunicazione politica odierna a volte in modo improprio. Nel linguaggio comune italiano, a differenza di quello anglosassone dove viene usato con altri significati non necessariamente negativi, ha assunto una connotazione decisamente negativa che lo accomuna in parte al significato in senso lato del termine bonapartismo, cioè una metodologia di conquista politica basata sulla costruzione di un forte consenso popolare attorno alla figura di un uomo carismatico che incarna il potere centralizzato.

Il regime fascista con Mussolini, il nazismo con Hitler e più in generale buona parte delle dittature del '900 sono considerati esempi di populismo per via del rapporto diretto che si instaura fra il capo carismatico e le masse. Vengono, infatti, definite populiste quelle forze politiche e quei movimenti caratterizzati da forme di comunicazione retorica incentrate sul nazionalismo, sulla xenofobia, sul continuo richiamo alla legittimazione popolare, sull'esaltazione del potere personale e carismatico del leader.

Con una accezione diversa ma sempre negativa vengono definite populiste anche quelle forze politiche e quei movimenti caratterizzati da una generica esaltazione delle virtù popolari in contrapposizione alle oligarchie politiche ed economiche, i cui esempi sono costituiti dal qualunquismo nato a partire dalla pubblicazione della rivista "L'Uomo Qualunque" da parte di Guglielmo Giannini nel 1944, che contrapponeva l'uomo qualunque all'uomo politico, e dalla Lega Nord che esaltava il "popolo del nord" contro "Roma ladrona".

I periodi di maggiore successo delle forze politiche e dei movimenti populisti coincidono con periodi di crisi della fiducia nella classe politica.

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