Il partito politico

Simbolo cittadini

Per il funzionamento delle moderne democrazie è fondamentale il ruolo svolto dalle forze politiche e sociali ed in particolare dal partito politico. I partiti politici sono i protagonisti della vita politica negli Stati democratici, poichè esercitano un ruolo determinante per il funzionamento degli organi costituzionali dello Stato e di altre istituzioni anche non statali.

Il numero di partiti politici attivi all'interno di un sistema istituzionale può determinare la modalità di funzionamento delle stesse istituzioni. E' infatti possibile distinguere almeno tre configurazioni:

  1. il monopartitismo, che generalmente determina l'egemonia di una sola forza politica al governo;
  2. il bipartitismo, che generalmente determina l'alternanza delle forze politiche al governo;
  3. il pluripartitismo che può dar luogo a diversi assetti istituzionali caratterizzati sia dall'alternanza (in particolare, ma non esclusivamente, se c'è bipolarismo, cioè quando i partiti si aggregano formando due poli), sia dall'egemonia di una o più forze politiche (ad esempio, quando c'è consociativismo, cioè quando le forze politiche principali collaborano permanentemente alla direzione dello Stato).

Ordinamenti costituzionali simili possono quindi portare a risultati diversi in termini di democrazia, a seconda del numero di partiti presenti nel sistema politico e delle libertà concesse ai partiti stessi. Infatti, nell'ordinamento italiano, i partiti politici per evitare controlli ritenuti lesivi delle proprie libertà adottano la forma giuridica dell'associazione "non riconosciuta", proprio per evitare quei controlli che la pubblica amministrazione sarebbe invece obbligata ad esercitare nei confronti delle associazioni riconosciute come persona giuridica.

Esistono, tuttavia, dei limiti alle prerogative dei partiti politici. In particolare, uno degli aspetti più controversi riguarda la necessità di regolare per legge il finanziamento pubblico o privato dei partiti a causa degli abusi o dei conflitti d'interesse che possono insorgere quando le procedure relative all'acquisizione e alla gestione dei fondi sono opache. Un altro aspetto controverso, che tuttavia non è mai stato regolato per legge nell'ordinamento italiano, riguarda la trasparenza delle procedure ed il rispetto delle regole della rappresentanza democratica all'interno dei partiti. E' evidente che se un gruppo dirigente dovesse acquisire il controllo di un partito al di fuori delle regole della rappresentanza democratica e poi attraverso il partito acquisire posizioni di potere nelle istituzioni, ne risulterebbero lese le stesse istituzioni democratiche.

Per questo è importante che gli statuti adottati dai partiti politici che regolano le procedure e la costituzione degli organi dell'associazione siano in grado di garantire la democrazia interna, la trasparenza e che gli statuti vengano rispettati. Normalmente la struttura organizzativa dei partiti si articola su più livelli e comprende unità organizzative territoriali tra loro federate, che ricalcano la struttura degli enti locali, e una organizzazione nazionale che generalmente ha un forte potere di influenza sulle decisioni che riguardano le unità territoriali.

Per il ruolo svolto nelle istituzioni i partiti politici sono tenuti a tutelare una generalità di interessi, invece, come evocato dal termine stesso "partito" si propongono spesso come difensori o portatori di interessi di parte, sebbene riferiti ad una collettività. Questa sembra una contraddizione, tuttavia, nel tentativo di accrescere il proprio consenso, i partiti politici sono portati ad allargare la platea dei cittadini ai quali si rivolgono e quindi anche gli interressi rappresentati. Inoltre, muovendo da posizioni di parte, sono spesso portati ad elaborare ed a proporre un modello di società che ritengono la più giusta per tutti.

Per salvaguardare i principi democratici è, quindi, importante che i partiti politici all'opposizione abbiano la possibilità di accrescere il proprio consenso, ad esempio, attraverso il libero accesso ai mezzi d'informazione, che i partiti politici siano radicati nella società ovvero che i cittadini siano liberi di associarsi in partiti. Infatti, l'Art. 49 della Costituzione della Repubblica Italiana sancisce che "Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale". Un limite alla libertà di associazione in partiti è tuttavia sancito successivamente nella XII disposizione transitoria e finale della stessa Costituzione, quando si dispone che: "È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista."

Come agiscono i partiti politici nei confronti delle istituzioni pubbliche? I partiti politici esercitano una azione di impulso e di controllo sulle istituzioni pubbliche attraverso:

  • la presentazione di candidature
  • la presentazione di proposte di legge
  • la presentazione di programmi di azione amministrativa
  • l'assunzione della responsabilità politica nei confronti degli organi costituzionali e dell'opinione pubblica.

I partiti politici esercitano queste attività o direttamente, come nel caso della presentazione delle candidature, o attraverso i titolari di organi dello Stato ed altri enti pubblici che hanno contribuito a far eleggere, come nel caso dei parlamentari.

Oltre che influenzare l'attività ed il funzionamento degli organi dello Stato (ed in particolare degli organi costituzionali) attraverso la designazione dei titolari delle cariche pubbliche, i partiti politici sono anche in grado di esercitare una serie di pressioni mirate a far uniformare i pubblici poteri agli indirizzi da loro espressi. Le pressioni che i partiti politici sono in grado di esercitare sugli organi costituzionali assumono un carattere istituzionale quando esercitate nei confronti del corpo elettorale attraverso le campagne elettorali, che infatti sono regolate anche da disposizioni legislative. Le pressioni dei partiti sono considerate legittime, anche se non legislativamente regolate, quando esercitate nei confronti degli organi rappresentativi, con i limiti di principio imposti dall'Art. 67 della Costituzione dove è statuito che "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato". Le pressioni dei partiti politici sono, invece, generalmente ritenute inammissibili quando tese ad influenzare gli organi giurisdizionali, poichè l'indipendenza e l'imparzialità di questi organi è tutelata dalla Costituzione.