Il Governo Gentiloni

Il Governo Gentiloni (Di Presidenza della Repubblica, Attribution, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=54724032)

Il Governo Gentiloni si è insediato il 12 Dicembre 2016 come successore del Governo Renzi senza tuttavia determinare un avvicendamento politico dell'esecutivo, poiché la maggioranza parlamentare a sostegno del governo è rimasta sostanzialmente la stessa.

Infatti, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella assegnò l'incarico di formare un nuovo governo a Paolo Gentiloni, già ministro degli esteri del Governo Renzi, l'11 dicembre 2016 conseguentemente alle dimissioni di Matteo Renzi da Presidente del Consiglio, dimissioni rassegnate senza che vi fosse una dichiarazione di sfiducia da parte della maggioranza parlamentare o di un partito politico della maggioranza, ma solamente per tenere fede alla promessa fatta alla nascita dello stesso Governo Renzi di assicurare il raggiungimento dell'approvazione definitiva delle riforme costituzionali da parte del Parlamento e, successivamente, con il referendum costituzionale.

In sostanza, le dimissioni del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, conseguenti alla bocciatura del referendum costituzionale 2016, nel contesto della forma di governo parlamentare non hanno avuto valenza politica, infatti non hanno alterato gli equilibri politici in Parlamento.

Il Governo Gentiloni rappresenta quindi, dal punto di vista politico, la sostanziale prosecuzione del Governo Renzi epurato, tuttavia, dall'impegno di spingere sulle riforme costituzionali e della legge elettorale. Insomma, un governo “normale” in grado di esercitare il potere esecutivo senza il fardello delle riforme istituzionali.

Per inciso, se da un lato può sembrare rassicurante il fatto che il potere esecutivo sia tornato ad esercitare un ruolo “normale”, dall'altro è inquietante constatare come le riforme istituzionali e della legge elettorale siano tornate nella esclusiva discrezione del Parlamento, visto che ormai questa indispensabile ma elefantiaca e macchinosa istituzione democratica si è dimostrata ampiamente inadeguata nel tradurre in azione di governo le istanze della politica italiana. E' infatti paradossale che il Parlamento della XVII legislatura abbia espresso una delle maggioranze più stabili della Repubblica Italiana in risposta ad una grave crisi istituzionale e nello stesso tempo abbia espresso ben tre governi (Letta, Renzi, Gentiloni), confermando fino in fondo l'endemica instabilità dei governi italiani.

Il Governo Gentiloni è, infatti, il sessantaquattresimo esecutivo della Repubblica Italiana, il terzo della XVII legislatura.

Il Governo Gentiloni ha ottenuto la fiducia alla Camera dei Deputati con 368 voti favorevoli e 105 contrari, mentre al Senato della Repubblica con 169 voti favorevoli e 99 contrari.

La sostanziale continuità politica del Governo Gentiloni con il Governo Renzi è stata confermata anche dalla compagine ministeriale:

  • Angelino Alfano, Ministro degli Interni nel Governo Renzi, ha assunto il ruolo di Ministro degli Esteri che era precedentemente svolto proprio da Paolo Gentiloni;
  • Marco Minniti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega ai Servizi Segreti nel Governo Renzi, ha assunto il ruolo di Ministro degli Interni;
  • Maria Elena Boschi, da Ministro per i Rapporti con il Parlamento e per le Riforme Costituzionali nel Governo Renzi, ha assunto il ruolo di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri conservando le deleghe al programma di Governo e alle pari opportunità;
  • Anna Finocchiaro, già Presidente della Commissione affari costituzionali del Senato della Repubblica, ha assunto il ruolo di Ministro per i rapporti con il Parlamento;
  • Claudio De Vincenti, già Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle politiche di coesione territoriale, ha assunto il ruolo di Ministro della Coesione territoriale e mezzogiorno;
  • Luca Lotti, già Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all'informazione e comunicazione del Governo e all'editoria, ha assunto il ruolo di Ministro dello Sport;
  • Valeria Fedeli, già Vicepresidente del Senato della Repubblica, ha assunto il ruolo di Ministro dell'Istruzione, università e ricerca al posto di Stefania Giannini.

L'avvicendamento al Ministero dell'Istruzione, università e ricerca, è stata di fatto l'unica sostituzione di un Ministro del Governo Renzi, probabilmente dovuta al tentativo di smorzare le troppe polemiche sul Decreto Legislativo “La Buona Scuola”. Tutti gli altri ministri del Governo Renzi hanno conservato il proprio ruolo.

Occorre infine evidenziare che nessun partito politico della maggioranza parlamentare ha imposto una “scadenza” sul Governo Gentiloni, anche se i media hanno riportato che il segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, fosse intenzionato a determinare le elezioni anticipate.