Le coalizioni elettorali delle elezioni politiche 2018

Le coalizioni elettorali sono alleanze stipulate tra partiti politici e liste multipartito per la presentazione di candidati nei collegi uninominali implementati dalla legge elettorale in vigore per le elezioni politiche 2018, il cosiddetto Rosatellum bis.

A differenza delle elezioni politiche del 2013, nelle elezioni del 2018 le coalizioni formate dai principali schieramenti si contendevano solamente un terzo dei seggi del Parlamento, assegnati con il sistema maggioritario sia alla Camera dei deputati che al Senato, mentre la competizione per il resto dei seggi, assegnati con il sistema elettorale proporzionale, era tra singoli partiti.

In questo contesto elettorale le formazioni politiche minori miravano a piazzare i propri rappresentanti in Parlamento attraverso accordi stipulati con i partiti maggiori in fase di elaborazione delle liste di candidati e attraverso campagne elettorali incentrate sulle pubbliche relazioni piuttosto che sui mass media.

La scena politico-mediatica è stata infatti dominata dai principali partiti e dai loro leader: in primis dal duo Berlusconi-Salvini in rappresentanza di Forza Italia e della Lega Nord, nonché da Giorgia Meloni leader di Fratelli d'Italia per lo schieramento di centrodestra, da Luigi Di Maio per il Movimento 5 Stelle, da Matteo Renzi per il Partito Democratico e da Piero Grasso per la lista Liberi e Uguali.

Le coalizioni elettorali per le elezioni politiche del 4 marzo 2018 erano così costituite:

L'elenco completo dei partiti, movimenti e gruppi politici organizzati che hanno presentato liste per le elezioni politiche 2018 è disponbile qui.

La coalizione di centrodestra si è caratterizzata come "coalizione di governo" piuttosto che come semplice "coalizione elettorale", dichiarando esplicitamente la sua aspirazione al governo del paese come blocco unico, indisponibile ad alleanze diverse e senza un'alternativa plausibile in caso di sconfitta (invocando cioè il ritorno alle urne già prima delle elezioni). In sostanza, come accadeva nel precedente sistema elettorale prevalentemente maggioritario, la coalizione di centrodestra si è proposta agli elettori rappresentando qualcosa di più della sommatoria dei singoli partiti che la componevano, pur in presenza di un sistema elettorale sostanzialmente proporzionale (che già prefigurava un'alta probabilità di rimescolamento delle alleanze dopo le elezioni, al fine di formare una maggioranza parlamentare).

In sostanza, non si è tenuto conto della possibilità che una vittoria della coalizione di centrodestra poteva non essere una condizione sufficiente a costituire una maggioranza parlamentare, rendendo quindi difficile per i partiti componenti la coalizione di centrodestra giustificare eventuali alleanze alternative fuori dallo schema della coalizione.

In modo simile, il Movimento 5 Stelle ha sostenuto in campagna elettorale e fino alla pubblicazione dei risultati elettorali la sua strategia di rifiuto di ogni alleanza, in nome della sua presunta diversità dagli altri partiti politici, sottovalutando la proporzionalità del sistema elettorale di cui tra l'altro erano forti sostenitori.