Cos'è la politica

Palazzo Montecitorio - Sede della Camera dei Deputati

La politica in senso lato riguarda tutti i problemi, le discussioni, le decisioni e le azioni che attengono una comunità, sia a livello locale che a livello nazionale e internazionale, anche se in quest'ultimo caso si usa spesso il termine geopolitica.

La politica rappresenta quindi un insieme di strategie, metodi, decisioni e azioni attraverso i quali singoli e gruppi di individui inseriti in una società decidono un destino comune e lavorano per realizzarlo.

In questo senso, è politica sia la protesta dei genitori che chiedono al sindaco del proprio comune di abbassare il costo della mensa scolastica, che la discussione in Parlamento di un progetto di legge sulla riorganizzazione degli uffici del catasto.

E' politica la discussione, spesso confusa e contradditoria, che imperversa su giornali e televisioni tra diversi esponenti di partito all'approssimarsi delle elezioni. E' politica l'informazione passiva o attiva dei cittadini. E' politica la discussione tra cittadini che il giorno delle elezioni si recano votare. E' politica la petizione che i cittadini firmano presso un chiosco in una piazza. E' politica andare a votare un referendum, donare il 2 per mille a un partito, partecipare a una manifestazione, aderire a un movimento, impegnarsi nel sociale per migliorare la propria città o i servizi per la propria comunità.

La politica ha quindi molte sfaccettature, eppure siamo spesso portati a considerare la politica come una cosa che non ci riguarda, lontana da noi, troppo complicata o addirittura cinica, opaca, brutta. Siamo indotti nell'errore quando consideriamo la politica in modo superficiale, quando riduciamo la politica alle campagne elettorali e all'attività dei politici in cerca di voti, quando pensiamo che la politica significa solamente andare a votare per eleggere il politico di turno che puntualmente ci deluderà.

Questa concezione riduttiva della politica, dove si perdono i passaggi e i collegamenti tra le decisioni politiche e le conseguenze sulle nostre vite e su quelle delle future generazioni, rinforzata dagli scandali che troppo spesso hanno coinvolto i politici, sembra aver reso la politica sorpassata, fuori moda.

Paradossalmente questo atteggiamento negativo nei confronti della politica, che a volte rasenta il disprezzo e alimenta atteggiamenti di antipolitica, si è materializzato proprio in un periodo storico in cui i cittadini hanno ottenuto le più ampie possibilità di intervento e di influenza sulle decisioni politiche. Le democrazie occidentali, infatti, si sono molto evolute negli ultimi decenni, sono nati nuovi istituti e prassi democratiche, come ad esempio la democrazia deliberativa, e sono molto cresciute le tutele alla libertà di espressione, di associazione e di azione dei cittadini.

Il problema è che accanto a questa evoluzione delle democrazie occidentali è cresciuta anche la complessità delle istituzioni democratiche, la complessità degli accordi internazionali, la quantità e l'influenza degli istituti tecnocratici sovranazionali, la complessità dei problemi che la politica deve affrontare a tutti i livelli (locale, nazionale e globale) e la quantità di problemi che si chiede alla politica di risolvere.

Per un altro verso, la comunicazione di massa con le sue storture, le sue semplificazioni e la spettacolarizzazione degli eventi e degli slogan è ormai diventata straripante anche in politica, per cui accanto alla politica vera c'è la politica comunicata che a volte, anzi troppo spesso, si confonde con la realtà o rischia addirittura di prevalere su di essa e generare nuovi mostri.

Nonostante siano emerse problematiche nuove restano tuttora valide le definizioni classiche della politica, per cui la politica è l'arte di governare le società mentre, secondo Aristotele, l'uomo è per natura un animale politico, ovvero la politica è un'esigenza connaturata alla natura umana.

In sintesi, la politica può essere plasticamente suddivisa in tre macro aree:

  1. le attività svolte da persone "normali", ovvero non coinvolte direttamente in ruoli e organizzazioni politiche, che mirano più o meno consapevolmente a influenzare la propria comunità, sia attraverso la diffusione delle proprie opinioni e il proprio voto, sia attraverso la partecipazione ad associazioni, movimenti e manifestazioni, sia attraverso la realizzazione di progetti e idee - con iniziative personali, professionali o collettive - che hanno una valenza di indirizzo per la società;
  2. le attività svolte da persone "politicizzate", ovvero le persone direttamente coinvolte in partiti e movimenti politici, che attraverso assemblee, comizi, convegni, mezzi d'informazione discutono di temi politici e richiamano l'attenzione dei cittadini sulle loro proposte, intensificando queste attività nei periodi di campagna elettorale;
  3. le attività svolte da persone "elette" dai cittadini presso determinati organi dello Stato (il Parlamento), degli enti locali (le assemblee regionali e comunali) e dell'Unione Europea (il Parlamento europeo), o da queste nominate o a loro volta elette (come ad esempio il Governo e il Presidente della Repubblica rispettivamente), per provvedere alla produzione di leggi e regolamenti e alle attività necessarie al funzionamento delle istituzioni democratiche.

In altre parole, qualsiasi cittadino è costretto a confrontarsi con la politica sia quando interagisce con i servizi pubblici, i regolamenti e le leggi prodotte dalle persone che governano il paese e gli enti locali, sia quando interagisce con la comunicazione e le discussioni delle persone che, in particolare durante le campagne elettorali, confrontano e promuovono le proprie idee e quelle del partito di cui fanno parte al fine di accedere all'attività di governo o di opposizione, sia quando interagisce con altre persone per valutare le idee espresse dai politici e dai partiti, per scambiarsi opinioni politiche, per partecipare alle attività di partiti e movimenti o di associazioni che svolgono una funzione di indirizzo per la società.

Seguire la politica è sempre più importante poiché essa decide quali politiche perseguire in quasi tutti i settori delle attività umane come, ad esempio: l'agricoltura e la sicurezza alimentare, gli aiuti umanitari e la protezione civile, le autonomie e gli enti locali, la crescita economica, la cultura e l'informazione, la difesa e le forze armate, i diritti civili e le pari opportunità, l'ecologia e la tutela ambientale, la finanza pubblica e il fisco, la giustizia, la globalizzazione e i mercati finanziari, l'immigrazione, l'industria e i servizi, l'istruzione e la formazione, il mercato del lavoro e la protezione sociale, l'ordine pubblico e la sicurezza, la pubblica amministrazione e le infrastrutture, la ricerca e l'innovazione tecnologica, le riforme istituzionali, la sanità e il diritto alla salute, l'Unione Europea e le politiche di coesione.

Sebbene i fondamenti e le finalità della politica siano concetti antichi e sempre validi, la politica è in costante mutamento, oltre che per la crescente complessità di funzionamento delle istituzioni democratiche e per la crescente vastità e complessità dei temi affrontati dalla politica, anche per i mutamenti sociali che hanno modificato la percezione della politica da parte degli individui, come la politicizzazione delle scelte individuali ovvero lo stile di vita che influenza le scelte politiche (lifestyle politics), e per l'evoluzione delle tecniche e degli strumenti di comunicazione che hanno cambiato le dinamiche del conflitto tra forze politiche.

Ad esempio, il conflitto tra partiti politici non è più orientato dalle grandi ideologie del secolo scorso mentre la comunicazione e i mass media hanno assunto un ruolo decisivo, determinando anche un'eccessiva semplificazione dei messaggi e una spettacolarizzazione della lotta politica.

Per un verso la politica si è impadronita delle tecniche di comunicazione di massa per poterle sfruttare ai propri fini, ma per l'altro verso le esigenze della comunicazione di massa hanno cambiato e snaturato la politica, poiché i problemi che la politica è chiamata ad affrontare sono ormai trattati dai politici alla stessa stregua dei media, ovvero in modo approssimativo e decontestualizzato. Troppo spesso i politici sembrano più impegnati a generare un flusso di notizie senza soluzione di continuità piuttosto che a risolvere i problemi e fornire soluzioni, sembrano più impegnati a esasperare i conflitti piuttosto che ad appianarli, sembrano più impegnati a semplificare i problemi e le soluzioni piuttosto che a sforzarsi di spiegare ai cittadini la complessità dei problemi affrontati e i riferimenti necessari per comprendere la vera natura delle proposte politiche.

La sostanza della politica, invece, non è cambiata per cui indipendentemente da come decidiamo di rapportarci ad essa, da cittadini attivi o passivi, da protagonisti o da spettatori, la politica determina la qualità delle nostre vite e quella delle generazioni future. In altre parole, anche se tu non ti occupi di politica, la politica in un modo o nell'altro si occupa di te.

Per questo, in democrazia è fondamentale che la maggior parte dei cittadini si interessi di politica, anche solo per informarsi su come viene gestita la cosa pubblica e accertarsi come vengono spesi i soldi delle tasse. E anche se spesso si fa politica senza nemmeno rendersene conto, ad esempio protestando pubblicamente in nome di una causa che si ritiene giusta o avanzando rivendicazioni collettive, è importante essere consapevoli che la politica è lo strumento principale per la difesa delle libertà e dei diritti civili.

La politica, insomma, interessa tutti i cittadini e non può essere delegata esclusivamente a chi svolge ruoli politici nelle organizzazioni e nelle istituzioni pubbliche.

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