Iscriversi a un partito politico

L'iscrizione a un partito politico non ha più il significato che aveva qualche decennio fa, quando c'erano partiti di massa che incarnavano un'ideologia, un'identità dai contorni ben definiti e un forte senso di appartenenza. Guardando poi al diffuso e forte calo di fiducia dei cittadini nei confronti dei partiti politici verrebbe proprio da dire che i partiti non sono più quelli di una volta, con un pò di nostalgia e di rimpianto per i vecchi partiti oggi anacronistici, ma fondamentali per il corretto svolgimento del processo democratico nonché elevati dalla Costituzione a fulcro della vita democratica del paese.

Da un'analisi più profonda, però, emerge che la crisi dei partiti politici è meno grave di quel che sembra poiché si tratta di una crisi di transizione. I partiti politici stanno cambiando, e devono cambiare per adattarsi a un contesto sociale profondamente mutato.

La discussione su come i partiti devono cambiare è aperta e coinvolge autorevoli esperti e studiosi, tuttavia è possibile azzardare alcune considerazioni di carattere generale:

  • i mutamenti sociali, e nello specifico la personalizzazione degli stili di vita e della politica (lifestyle politics), l'individualizzazione e la moltiplicazione delle sfere di senso, hanno profondamente mutato il rapporto dei cittadini con la politica e conseguentemente con i partiti politici (ad esempio si è molto assottigliata la percentuale di cittadini fedele a un partito, ovvero i simpatizzanti e gli iscritti senza un ruolo attivo);
  • i partiti politici intesi come li definisce la Costituzione, ovvero come associazioni costituite dai cittadini per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale (Art. 49), hanno un ruolo e delle responsabilità istituzionali che altre forme di associazione politica non hanno (come ad esempio il dovere di presentare le liste di candidati per l'accesso dei cittadini alle cariche pubbliche);
  • se è vero che i partiti politici non sono più i depositari dell'identità politica dei cittadini, del senso di appartenenza a una comunità orientata dalle ideologie, emerge con ancora più forza il ruolo organizzativo del partito politico nel garantire il corretto svolgimento del processo democratico;
  • la responsabilità dei partiti politici è sempre più dipendente e connessa alle responsabilità dei singoli che ne fanno parte e non solo degli organi direttivi e dei leader.

In altre parole, dal partito-comunità si sta passando al partito-organizzazione, dove l'organizzazione deve essere funzionale al corretto svolgimento del processo democratico e non solamente alla conquista del consenso popolare e dei voti.

Il partito politico non rappresenta più la trasmutazione della volontà popolare, o almeno di una parte di essa, da elaborare al proprio interno per designarne i rappresentanti istituzionali.

Oggi, partecipare a un partito politico significa saper interpretare la volontà popolare e assumersi la responsabilità di instradarla nei percorsi prestabiliti dalla Costituzione. Una responsabilità che coinvolge ogni singolo esponente di partito.

Infatti, se si comprendono le ragioni che hanno determinato l'espansione delle altre forme di partecipazione politica dei cittadini, e in particolare di quelle non convenzionali, si capisce che il partito politico non può mettersi in concorrenza con esse.

La partecipazione a un partito politico rappresenta un avvicinamento alle istituzioni, un passo ulteriore che comporta maggiori responsabilità. Partecipare a un partito politico significa, o dovrebbe significare, avviare un percorso di formazione e di consapevolezza del proprio ruolo non solo di collettore delle richieste e delle esigenze dei cittadini, ma soprattutto di catalizzatore delle altre forme di partecipazione politica che in qualche modo vanno ricondotte a un denominatore comune e concretizzate in provvedimenti attraverso l'attività amministrativa, legislativa e di governo.

Facile a dirsi, ma difficile a farsi.

Far parte di un partito politico è diventato più impegantivo anche per altre ragioni, sovrapposte e intrecciate l'una con l'altra, come ad esempio:

  • la crescita della complessità, non solo dei problemi e delle soluzioni ma anche delle istituzioni democratiche, tecnocratiche, transnazionali e dei rapporti tra loro, nonché del processo democratico e delle procedure decisionali, legislative e amministrative;
  • la crescita dei compiti assegnati allo Stato, che deve farsi carico delle crescenti richieste di tutela dei diritti da parte dei cittadini;
  • l'indebolimento degli Stati nazionali che per riuscire a soddisfare le esigenze del cittadino moderno devono stipulare accordi con altri paesi e strutture sovranazionali, in una fitta rete di relazioni che spesso risultano incomprensibili al cittadino normale;
  • l'accelerazione del progresso tecnologico che pone problemi sempre nuovi alla politica e accorcia il lasso di tempo entro cui le istituzioni democratiche devono trovare soluzioni adeguate;
  • i processi di globalizzazione che trasformano le economie, influenzano l'allocazione delle risorse finanziarie e materiali e mutano la percezione del tempo e dello spazio per cui quello che accade lontano ha un forte risonanza locale.

Far parte di un partito politico significa farsi carico di tutte queste problematiche, poiché non si può chiedere ai cittadini di sostenere il proprio progetto politico, di condividere la propria visione del futuro, se non si è compreso il presente e le sfide che la società deve affrontare.

In sintesi, partecipare a un partito politico significa per un verso apportare il proprio contributo su questi problemi, sulle politiche da adottare (policy), e per l'altro verso acquisire coscienza del proprio ruolo, dei cambiamenti che sono intervenuti nel modo di fare politica (politics).

La partecipazione a un partito politico coincide sempre di più con l'avvio di un percorso di maturazione delle proprie competenze e capacità. E proprio perché i partiti politici hanno bisogno di competenze specifiche, dedizione e tanto lavoro, la professionalizzazione della politica è diventata un'esigenza di sistema.

Detta in modo un pò brutale, mentre in passato la partecipazione a un partito politico era tanto più apprezzata quanto più era grande il pacchetto di voti che si portava in dote, oggi non basta più avere la possibilità di conquistare tanti voti per essere considerati un buon politico. Di fatto, gli esponenti politici quando chiedono di essere votati stanno chiedendo ai cittadini di avere fiducia nelle capacità e nelle competenze della propria organizzazione e di tutte le persone che ne fanno parte, poiché la forza di un'organizzazione è molto di più della somma dei suoi componenti.

Una conferma di quanto possa essere importante l'efficienza del motore organizzativo per le forze politiche moderne può essere trovata (seppure limitatamente alle competenze di comunicazione e di strategie mediatiche) nell'ascesa di due importanti partiti: Forza Italia e paradossalmente il Movimento 5 Stelle. Non è un caso che la nascita e l'affermazione di questi due partiti abbia in comune la presenza, dietro le quinte, di esperienze aziendali e di esperti di comunicazione (Silvio Berlusconi, Beppe Grillo e Casaleggio).

Queste sono solo alcune delle considerazioni che è possibile fare, ma forse sono sufficienti per dimostrare che la partecipazione a un partito politico è oggi molto più impegnativa che in passato.