Il Governo italiano

Palazzo Chigi - Sede del governo italiano

Il Governo è un organo dello Stato a cui viene assegnata la titolarità del potere esecutivo. Per la teoria dei "pesi e contrappesi" la democrazia si fonda sulla separazione dei tre poteri fondamentali dello Stato che sono assegnati ad altrettanti organi di rilevanza costituzionale. Il potere legislativo spetta al parlamento, quello esecutivo al governo e quello giudiziario alla magistratura, determinando così un equilibrio tra i poteri affinche nessuno possa prevalere sugli altri.

Quali funzioni svolge il governo

Il Governo ha il compito di tradurre in concreti programmi di azione amministrativa l'indirizzo politico espresso dalla maggioranza parlamentare che lo sostiene e di curare l'attuazione di questi programmi. Nello specifico il Governo svolge tre gruppi di funzioni fondamentali:

  1. le funzioni di indirizzo politico che si intrecciano con le analoghe funzioni esercitate dal parlamento, dal corpo elettorale e dai partiti e che consistono:
    • nel programma di governo che il Presidente del Consiglio presenta alle Camere con l'obiettivo di ottenerne la fiducia;
    • nelle dichiarazioni di programma e di orientamento che i componenti del Governo possono effettuare durante il mandato;
    • nella emanazione di direttive, di circolari e istruzioni per la pubblica amministrazione;
    • negli atti di indirizzo e coordinamento dell'attività amministrativa delle regioni;
    • nelle attività svolte nei procedimanti parlamentari (presentazione di disegni di legge, emendamenti, interrogazioni, interpellanze, etc.);
  2. le funzioni normative che possono produrre norme primarie che devono essere approvate preventivamente o posticipatamente dal Parlamento (i decreti legislativi delegati e i decreti legge rispettivamente) oppure norme secondarie come i regolamenti governativi;
  3. le funzioni amministrative che consistono nella direzione dell'attività della pubblica amministrazione svolta attraverso l'emanazione di direttive generali e decisioni di carattere politico (in contrapposizione alle decisioni della pubblica amministrazione che dovrebbero essere di carattere imparziale), cioè quelle decisioni che hanno un carattere fortemente discrezionale come, ad esempio, in politica estera, nel settore militare e nella gestione finanziaria dello stato.

Da chi è composto il governo

Il governo si compone di organi collegiali:

  • il consiglio dei ministri;
  • i comitati interministeriali;
  • il consiglio supremo di difesa (presieduto dal Capo dello Stato, che nella forma di governo vigente in Italia non fa parte del governo);
  • gli organi ausiliari (CNEL - Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, Consiglio di Stato e Corte dei Conti);

e organi individuali:

  • il presidente del consiglio;
  • i ministri o segretari di stato;
  • i sottosegretari;
  • i commissari straordinari del governo eventualmente nominati per realizzare specifici obiettivi.

A livello locale il governo è rappresentato dai prefetti.

Quando si forma un nuovo governo

La formazione di un nuovo governo è subordinata ad una crisi di governo, cioè alle dimissioni del governo in carica che tuttavia resta operativo per gli atti di ordinaria amministrazione fino alla formazione del nuovo governo. Generalmente il governo si dimette:

  • ogni volta che c'è il rinnovo del parlamento, cioè alla scadenza dei cinque anni di legislatura o prima nel caso di elezioni politiche anticipate;
  • quando viene eletto un nuovo presidente della repubblica (in tal caso si tratta di dimissioni di cortesia che vengono doverosamente respinte);
  • quando si verifica una crisi parlamentare, cioè quando una camera nega la fiducia al governo e quando, in assenza di un esplicito voto di sfiducia, il governo valuti che una decisione negativa del ramo del parlamento renda politicamente necessarie le sue dimissioni (cosiddetta sfiducia tacita);
  • quando si verifica una crisi extraparlamentare, cioè quando si creano dei dissensi all'interno della coalizione di partiti che sostiene il governo oppure quando uno dei partiti decide di ritirare il proprio appoggio.

Quando le dimissioni del governo non sono obbligatorie, cioè non sono conseguenti ad un esplicito voto di sfiducia di una camera, il capo dello stato può chiedere al presidente del consiglio di presentarsi alle camere ed esporre le ragioni delle proprie dimissioni per verificare se esiste una maggioranza parlamentare favorevole al governo, ottenendo così o il ritiro delle dimissioni o la parlamentarizzazione della crisi.

Quando le dimissioni del governo sono obbligatorie il capo dello stato valuta se avviare la procedura per la formazione di un nuovo governo sostenuto da una maggioranza parlamentare diversa da quella originaria oppure se procedere allo scioglimento anticipato delle camere affinchè attraverso le elezioni di un nuovo parlamento possano configurarsi nuove maggioranze sostenute dalla volontà popolare.

Riepilogando, più governi possono succedersi durante una legislatura (cioè durante l'arco di tempo che intercorre tra l'elezione di un parlamento ed il suo scioglimento) mentre una crisi di un governo non comporta necessariamente il rinnovo anticipato del parlamento.

Come si forma il governo

L'iter procedurale che porta alla formazione di un nuovo governo è il seguente:

  • il capo dello stato accetta le dimissioni del presidente del consiglio dimissionario con riserva invitando il governo a rimanere in carica per l'ordinaria amministrazione, avvia le consultazioni formali delle delegazioni dei partiti politici rappresentati in parlamento, raccoglie i pareri degli ex presidenti della repubblica, dei presidenti delle camere ed eventualmente di altre personalità;
  • sulla base delle consultazioni effettuate il capo dello stato conferisce l'incarico di formare il nuovo governo alla personalità designata come presidente del consiglio e, qualora lo ritenga opportuno, può fornire esplicite indicazioni per la formazione del nuovo governo;
  • il presidente del consiglio incaricato accetta l'incarico con riserva e avvia a sua volta delle consultazioni con i leader dei partiti e altre personalità che a suo giudizio possano fornirgli indicazioni utili alla formazione del nuovo governo, dopodichè comunica al capo dello stato la sua accettazione o la rinuncia;
  • in caso di rinuncia il capo dello stato procede all'assegnazione dell'incarico ad un'altra personalità, a meno che non decida di sciogliere le camere per indire nuove elezioni, mentre in caso di accettazione procede alla accettazione delle dimissioni del presidente del consiglio uscente e alla nomina del nuovo presidente del consiglio incaricato e dei ministri che questi gli propone;
  • il nuovo governo presta giuramento davanti al capo dello stato e può iniziare la sua attività, ma solamente per quanto riguarda l'ordinaria amministrazione;
  • il nuovo governo si presenta alle camere entro dieci giorni dalla sua costituzione per ottenere la fiducia del parlamento e quindi consegue la piena disponibilità dei suoi poteri.
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