Governabilità e rappresentatività nella forma di governo parlamentare

Istituzioni democratiche

Nel linguaggio politico, per governabilità si intende una situazione di equilibrio sociale, economico e istituzionale per cui la continuità dell'azione di governo non è ostacolata da situazioni anomale o eccezionali. Non esiste, tuttavia, una definizione comunemente e concordemente accettata di governabilità. In riferimento a determinati periodi storici caratterizzati da “crisi di governabilità” si preferisce parlare di “ingovernabilità” analizzandone le cause.

Nello specifico della realtà italiana contemporanea ci si riferisce alla governabilità, o più propriamente ai rischi di ingovernabilità, in un'accezione direttamente connessa alla forma di governo parlamentare, dove l'ingovernabilità è data sia dalla difficoltà di formazione del Governo, l'organo titolare del potere esecutivo, subito dopo le elezioni politiche, sia da una generale instabilità dei governi che rischiano continuamente di cadere e non riescono a restare in carica per tutta la durata della legislatura, anzi spesso ne determinano la fine anticipata.

Diverse ragioni possono concorrere a determinare l'instabilità dei governi, tuttavia nel sistema parlamentare italiano una delle cause principali è imputata alla legge elettorale per il rinnovo del Parlamento.

La legge elettorale determina il sistema elettorale utilizzato per interpretare il voto degli elettori e assegnare forma e forza agli equilibri tra partiti politici in Parlamento.

Poiché nella forma di governo parlamentare il Governo è emanazione della maggioranza parlamentare (ovvero il Governo dipende dalla formazione e dalla stabilità della maggioranza parlamentare), gli equilibri tra forze politiche modellati dal sistema elettorale sono determinanti per la formazione e la stabilità del Governo.

In altre parole, se il governo non è costituito in altri modi, come ad esempio nelle repubbliche presidenziali dove il potere esecutivo è eletto con apposite elezioni, la formazione e la stabilità del governo dipendono dalla formazione e dalla stabilità della maggioranza parlamentare che, a sua volta, dipendono da come il sistema elettorale per il rinnovo del Parlamento ha tradotto e reso azionabili le preferenze degli elettori, ovvero da come la legge elettorale ha modellato i risultati elettorali, ad esempio accentuando il divario tra i partiti politici vincenti e quelli perdenti nell'assegnazione dei seggi in Parlamento.

Per inciso, nella forma di governo parlamentare per superare le difficoltà che possono insorgere nella formazione dei governi quando il Parlamento non riesce a esprimere una maggioranza, il meccanismo del voto di fiducia consente la formazione dei cosiddetti governi tecnici, i quali non avendo una maggioranza coesa alle spalle, cioè una maggioranza frutto di accordi politici spontanei, generalmente hanno vita breve.

La difficoltà di promulgare una legge elettorale che garantisca la governabilità, ovvero la stabilità della maggioranza parlamentare, è data dal fatto che essa incide su un'altra importante caratteristica delle assemblee parlamentari: la rappresentatività.

La rappresentatività di un organo collegiale, come ad esempio il Parlamento, è data dalla presenza nelle giuste proporzioni dei rappresentanti della maggior parte delle forze politiche attive nel paese. Per “giuste proporzioni” si intende che i rapporti di forza tra partiti politici all'interno dell'organo collegiale dovrebbero rispecchiare quanto più possibile le preferenze degli elettori, ovvero il grado di diffusione nella società delle forze politiche e dei loro programmi.

Poiché le elezioni servono proprio a misurare le preferenze degli elettori e il grado di attrazione delle forze politiche nei confronti dei singoli e delle fasce sociali, la legge elettorale per preservare la rappresentatività dell'organo collegiale non dovrebbe introdurre meccanismi o forzature in grado di alterare in modo significativo la distribuzione dei seggi rispetto alla fotografia dei rapporti di forza tra partiti scattata dalle elezioni. Il rischio è quello di creare una organo collegiale scollegato dalla società e dal popolo che dovrebbe rappresentare.

In sintesi, l'esigenza di garantire la rappresentatività dell'organo collegiale si scontra con l'esigenza di garantire la governabilità.

La legge elettorale italiana, almeno fino all'avvento della cosidetta seconda repubblica, era basata su un sistema proporzionale puro che ha privilegiato la rappresentatività del Parlamento. Successivamente, si è tentato di trovare un compromesso tra rappresentatività e governabilità introducendo nel sistema parlamentare italiano dei sistemi elettorali misti (in parte proporzionali e in parte maggioritari) senza, tuttavia, riuscire a risolvere il problema della governabilità e della instabilità dei governi. L'elaborazione di una legge elettorale per il rinnovo del Parlamento che sia in grado di conciliare governabilità e rappresentatività nel contesto della forma di governo parlamentare italiana resta una questione aperta.

Si continua, infatti, a discutere ciclicamente di sistemi elettorali maggioritari, proporzionali o misti, con soglie di sbarramento o ballottaggi, proprio perché i tentativi finora effettuati dal Parlamento non hanno avuto un grande successo, ma anche perché i partiti politici nel lanciarsi reciprocamente l'accusa di voler tirare acqua al proprio mulino non sono mai riusciti a mettersi d'accordo su una proposta di legge elettorale ampiamente condivisa.

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