Riforme Istituzionali

Checklist Riforme Istituzionali

Le riforme istituzionali consistono in provvedimenti legislativi finalizzati al miglioramento o alla revisione dell'organizzazione e del funzionamento delle istituzioni dello Stato e degli enti pubblici. Le riforme istituzionali sono un tema politico di fondamentale importanza negli Stati democratici poiché istituzioni che non funzionano, o funzionano male, allontanano i cittadini dalla politica e indeboliscono la democrazia.

I problemi di funzionamento delle istituzioni quando riguardano la pubblica amministrazione generano disservizi per i cittadini ed ostacolano o impediscono il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal potere politico, ma se colpiscono istituzioni di natura politica possono addirittura compromettere i processi decisionali del sistema democratico. Per fare un paragone, sottovalutare le riforme istituzionali sarebbe come decidere di affrontare un lungo viaggio senza preoccuparsi delle condizioni del mezzo che si dovrà guidare per condurre i passeggeri alla meta. La politica rappresenta il conducente, i cittadini rappresentano i passeggeri mentre l'organizzazione ed il funzionamento dello Stato rappresentano il mezzo. Chi potrebbe guidare o viaggiare a cuor leggero su un mezzo che non funziona o che funziona male?

Poiché i problemi di funzionamento delle istituzioni non sono immediatamente comprensibili dalla popolazione, alcuni partiti politici sostengono demagogicamente che sarebbe meglio occuparsi dei problemi degli italiani piuttosto che dei problemi delle istituzioni, senza considerare che il mezzo necessario per raggiungere la meta a volte è più importante della meta stessa. D'altro canto nessuno di questi partiti rimprovera ai padri costituenti di aver perso tempo a riformare l'ordinamento statale prefascista attraverso la promulgazione della Costituzione della Repubblica Italiana mentre i cittadini stavano letteralmente patendo la fame.

Per quanto riguarda invece il rapporto tra normali cittadini e riforme istituzionali, per restare sul paragone del mezzo di trasporto, così come non bisogna essere dei meccanici per occuparsi dell'affidabilità della propria auto non occorre essere degli esperti di diritto pubblico per capire quando alcune istituzioni non funzionano o funzionano male e non occorre entrare nel merito dei problemi delle istituzioni per pretendere soluzioni dalla politica.

Eppure, oggi, nonostante i malfunzionamenti delle istituzioni siano sotto gli occhi di tutti la politica stenta a fornire soluzioni. E' stato inoltre evidenziato come alcune istituzioni dell'Italia repubblicana non abbiano mai funzionato bene, o quantomeno non secondo le aspettative dei padri costituenti, facendo nascere l'esigenza di riformarle già nei primi anni 80'. Altri hanno invece rilevato come alcune riforme istituzionali applicate negli anni passati abbiano fallito i loro obiettivi generando nuovi problemi.

Anche se discutere di riforme istituzionali all'indomani della bocciatura del referendum costituzionale 2016 potrebbe apparire anacronistico, è necessario che la politica italiana affronti con decisione il tema delle riforme istituzionali, poiché indirettamente connesse alla vita quotidiana dei cittadini e alle possibilità di crescita e di soluzione della crisi economica strutturale.

Ma non bisogna credere che il fallimento della riforma costituzionale 2016 abbia stroncato o allontanato tutte le possibilità di riforma delle istituzioni italiane. Al contrario, alcune importantissime riforme istituzionali avviate nel corso della XVII legislatura hanno proseguito il loro cammino, come ad esempio la riforma della Pubblica Amministrazione, portata avanti dal Ministro Madia, la riforma della giustizia sostenuta dal Ministro Orlando, la riforma del fisco e la riforma della scuola, per citare alcuni esempi.

Le riforme istituzionali, infatti, richiedono strumenti normativi diversi a seconda degli organi e delle funzioni da riformare.

Le leggi costituzionali sono necessarie esclusivamente per varare riforme istituzionali che coinvolgono organi e funzioni regolamentate direttamente dalla Costituzione, mentre per riformare altri organi e funzioni dello Stato e degli enti pubblici possono essere sufficienti leggi ordinarie o anche semplici regolamenti o decreti del Governo, come ad esempio per le riforme che attengono il sistema elettorale o i regolamenti parlamentari o alcune funzioni della Pubblica Amministrazione e degli enti pubblici fermo restando la riserva di legge all'Art. 97 della Costituzione per quanto riguarda l'organizzazione dei pubblici uffici.

Ovviamente, per mantenere l'organicità delle riforme o per la loro attuazione possono essere necessari più strumenti normativi, si pensi ad esempio all'abolizione delle province che non può essere completata senza una legge costituzionale che le cancelli dalla Costituzione.

Occorre, inoltre, evidenziare come non tutte le riforme istituzionali abbiano lo stesso peso politico o la stessa visibilità, poiché gli organi e le funzioni dello Stato e degli enti pubblici incidono sulla vita dei cittadini con diversa intensità e immediatezza. Ad esempio, nel caso della riforma della giustizia il malfunzionamento della carcerazione preventiva può avere un effetto devastante sulla vita di un relativamente limitato numero di cittadini, ma la difficoltà a perseguire i reati di corruzione può avere effetti negativi sull'intero sistema economico. Il malfunzionamento di un ente locale può generare disservizi che pesano direttamente sulle tasche dei cittadini, ma il mancato funzionamento di un organo come la Corte Costituzionale non verrebbe percepito dai cittadini probabilmente fino ad una eventuale sentenza che porti l'attività di questo organo alla ribalta. Più subdoli possono essere gli effetti del malfunzionamento di organi dello Stato di natura politica che vanno ad inficiare a cascata, senza che i cittadini se ne rendano conto, il funzionamento di molti altri organi e funzioni dello Stato, come ad esempio favorire il proliferare di enti inutili o di centri di potere politico clientelare.

Tra le riforme istituzionali hanno particolare rilevanza le riforme che coinvolgono la Costituzione ed i sistemi elettorali in quanto possono avere un forte impatto sulla vita democratica di una nazione. Nella forma di governo parlamentare è, inoltre, necessario prestare particolare attenzione al funzionamento del Parlamento, in quanto è il fulcro dell'organizzazione costituzionale dello Stato dal quale dipendono sia il potere legislativo che il potere esecutivo, costituendo al tempo stesso il principale organo elettivo nel quale si realizza la rappresentanza politica dei cittadini nelle istituzioni attraverso i partiti politici.

Il funzionamento del Parlamento può infatti essere alterato sia da una legge costituzionale che riformi la sua organizzazione e le sue funzioni, sia dalla riforma della legge elettorale di disciplina delle elezioni politiche, sia da una riforma dei regolamenti parlamentari che disciplinano il funzionamento interno dell'organo collegiale.

Nel sistema istituzionale italiano il Parlamento ha mostrato e mostra gravi segni di malfunzionamento, infatti mentre sulla carta la forma di governo parlamentare assegna al Parlamento un ruolo di preminenza rispetto agli altri organi costituzionali, nella realtà italiana esso risulta fortemente indebolito sia nei confronti del potere esecutivo (ed è paradossale poiché nella forma di governo parlamentare il Governo è una emanazione dello stesso Parlamento), sia nei confronti del Presidente della Repubblica, come evidenziato dalle vicende che hanno determinato la rielezione di Giorgio Napolitano, sia nei confronti del potere giudiziario, in quanto dopo la deriva giustizialista di tangentopoli la magistratura ha assunto un ruolo troppo incisivo sulle dinamiche della politica italiana (a causa dell'indebolimento della politica e non di uno strapotere della magistratura).

Anche nel confronto con i parlamenti di altre democrazie occidentali il Parlamento italiano appare elefantiaco e macchinoso.

Naturalmente esistono delle giustificazoni alla macchinosità del Parlamento italiano che affondano le proprie radici nella storia d'Italia e nello specifico: la liberazione dell'Italia ad opera degli alleati e la reazione al fascismo, che possono spiegare l'adozione in Costituzione di un Parlamento dal bicameralismo perfetto che notoriamente appesantisce il processo legislativo e favorisce l'immobilismo nelle istituzioni; il dopoguerra caratterizzato da una situazione geopolitica particolare dell'Italia nel contesto della guerra fredda, che può spiegare l'adozione e la conservazione per oltre quarant'anni di un sistema elettorale proporzionale che ha determinato un sistema dei partiti consociativo.

Resta il fatto che il Parlamento italiano è progressivamente degenerato, basta pensare al rapporto ambiguo che si è instaurato nel corso del tempo tra politici e Parlamento, alla cosiddetta casta, ed al riverberarsi degli effetti negativi di un sistema parlamentare inefficace ed inefficiente sul sistema dei partiti e sulla politica italiana, a cominciare dal problema della instabilità dei governi. Per usare una espressione colorita si potrebbe affermare che se i partiti politici fossero bande di pirati il Parlamento sarebbe il loro covo.

Per inciso, anche il Movimento 5 Stelle, la forza politica che meglio di altri ha saputo interpretare le più recenti istanze popolari di rinnovamento, prima di diventare una componente essenziale del Parlamento dichiarava: “apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno”, salvo poi dimenticarsene non appena entrata nella routine parlamentare, portando così l'ennesima testimonianza della difficoltà di riformare una istituzione dove siedono i rappresentanti degli stessi partiti politici che dovrebbero riformarla.

In realtà, strabordando dalle prerogative dell'esecutivo, il Governo Renzi era riuscito a far approvare al Parlamento una riforma di se stesso, ma la maggior parte dei partiti politici, incluso il Movimento 5 Stelle, hanno poi salvaguardato la partitocrazia favorendo la bocciatura del referendum costituzionale 2016.

In conclusione, il tema politico delle riforme istituzionali è sempre attuale e lo sarà sempre, perché man mano che la società ed il mondo cambiano sarà necessario adattare le istituzioni democratiche a questi cambiamenti, altrimenti, come ci insegna la storia i cambiamenti avverranno comunque ma in modo traumatico e non sempre nella giusta direzione. Inoltre, considerando la velocità con la quale sta cambiando il mondo, la capacità di adattare e cambiare le istituzioni per renderle rispondenti alle esigenze della società, costituisce e costituirà sempre di più un valore fondamentale delle moderne democrazie.

La politica italiana, infatti, dovrebbe acquisire una maggiore maturità e responsabilità riguardo le riforme istituzionali.

La politica italiana dovrebbe sforzarsi di capire e quantificare quanta parte del disagio della popolazione sia da imputare ad indirizzi politici sbagliati e non sufficientemente rispondenti alle esigenze dei cittadini e quanta parte, invece, sia da imputare ad un sistema istituzionale che non funziona e, di conseguenza, all'impotenza della politica.

Perché se nel primo caso ha senso una lotta politica anche dura, nel secondo il risultato di una lotta politica senza esclusione di colpi, che ad esempio sfrutti l'antipolitica ed il disagio della popolazione per mettere in crisi l'avversario, potrebbe trasformarsi in un pericoloso boomerang dagli effetti devastanti per la stessa democrazia.

Qualora fosse vera la seconda ipotesi, cosa potrebbero fare i partiti politici cosiddetti populisti quando raggiunto il potere si renderanno conto della propria impotenza dovuta ad un sistema istituzionale ingessato? E soprattutto, come reagiranno i cittadini di fronte all'ennesimo rinvio della soluzione dei propri disagi? A quel punto i cittadini potrebbero aver perso la pazienza, non accettare più l'alibi delle istituzioni che non funzionano, non giustificare più i ritardi e l'impotenza della politica ed esasperati rivoltarsi anche contro le istituzioni democratiche.

E' quindi necessario evidenziare con forza le responsabilità dei partiti politici sul tema delle riforme istituzionali, poiché spetta alla politica il dovere di assicurare ai cittadini istituzioni sane ed efficienti e quando non lo sono più di riformarle.

I cittadini non possono essere chiamati a comprendere i problemi e le inefficienze delle istituzioni dello Stato e degli enti pubblici, l'opinione pubblica non è tenuta ad individuare i nessi di causa effetto dovuti al malfunzionamento delle istituzioni per distinguere se i cittadini stanno pagando le conseguenze di istituzioni inefficienti e male organizzate piuttosto che di scelte politiche sbagliate. Questi sono compiti che spettano alla politica, quella con la P maiuscola.

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Aggiornamenti

E' stata definita "Rosatellum 2.0" la nuova legge elettorale approvata oggi in Senato in via definitiva con 214 voti favorevoli, 61 contrari e 2 astenuti. L'approvazione di questa legge elettorale ha determinato polemiche roventi tra i partiti politici, anche perché il governo ha posto la questione di fiducia sulle precedenti votazioni della legge per ben 8 volte, tre alla Camera dei deputati e cinque al Senato.