Ambiente

Ecologia

L'ambiente è un tema politico di particolare rilevanza nella società occidentale, infatti l'accresciuta sensibilità verso le tematiche ambientali ha ispirato la nascita di consolidate associazioni ecologiste ed anche vere e proprie formazioni politiche che hanno messo la tutela dell'ambiente al centro del loro programma (ad esempio il partito dei Verdi).

In effetti, a partire dagli anni '60 la sensibilità nei confronti dell'ambiente è cresciuta progressivamente suscitando l'interesse di numerose discipline scientifiche come l'ingegneria, la chimica, la biologia, l'economia, il diritto, le scienze politiche, mentre la tutela dell'ambiente è diventata essa stessa oggetto di studi scientifici con l'ecologia.

Questo interesse per l'ambiente non è stato determinato solamente dal fascino di una materia che sin dall'antichità ha ispirato principi etici, culturali e religiosi, ma sopratutto dall'impatto che l'industrializzazione e lo sviluppo economico hanno esercitato sull'ambiente con conseguenze spesso devastanti, anche a causa di gravi incidenti che hanno coinvolto petroliere, impianti chimici ed estrattivi e centrali nucleari.

In una prima fase, negli anni '60 e '70, si riteneva che la tutela dell'ambiente attraverso l'imposizione di limiti e prescrizioni in particolare sulle attività industriali potesse rallentare o ostacolare lo sviluppo economico. Successivamente, però, divenne chiaro ai governi che i costi per prevenire l'inquinamento potevano essere di gran lunga inferiori ai costi dei danni all'ambiente e alla salute delle popolazioni coinvolte nei disastri ambientali. Infine, con l'accrescimento della ricchezza, quando il benessere economico cominciò ad essere valutato anche in termini di qualità della vita, vivere in un ambiente sano fu considerato un diritto e la tutela dell'ambiente divenne una priorità in tutte le democrazie occidentali entrando a far parte definitivamente dei compiti assegnati allo Stato.

I compiti dello Stato riguardo la tutela dell'ambiente sono stati progressivamente ampliati e consistono:

  • nell'impedire o limitare la contaminazione dell'aria, dell'acqua e del terreno da parte di sostanze tossiche e radiazioni, per lo più sottoprodotti e scorie di processi industriali e residui agricoli;
  • nel preservare l'integrità delle risorse naturali (fiumi, laghi, foreste) e degli equilibri naturali (la cui rottura può determinare fenomeni quali cambiamenti climatici, desertificazioni, carestie, etc.) minacciati dallo sfruttamento intensivo e dall'inquinamento;
  • nel proteggere la biodiversità, cioè salvare dall'estinzione sempre più rapida le specie vegetali e animali;
  • nel conservare aree di particolare interesse paesaggistico.

Per raggiungere questi obiettivi gli stati occidentali si sono dotati di numerosi strumenti giuridici e organizzativi (tra i quali la Valutazione di Impatto Ambientale e la Valutazione Ambientale Strategica), ma anche di organizzazioni sovranazionali e istituzioni globali in grado di favorire l'accordo con paesi che si trovano a livelli di sviluppo differenti e che sono più restii ad investire risorse per combattere il degrado dell'ambiente.

Le politiche di tutela dell'ambiente hanno così assunto una rilevanza mondiale e sono attuate anche a livello internazionale (ONU, G7, G20) o sovranazionale (Europa), attraverso la fissazione di parametri ai quali gli stati nazionali devono o dovrebbero attenersi e la promozione dello sviluppo sostenibile con il finanziamento di progetti correlati. Ma le sfide che le politiche ambientali devono affrontare riguardano anche la stretta sorveglianza ed il controllo di nuove tecnologie potenzialmente dannose per l'ambiente quali, ad esempio, le biotecnologie.

A livello statale e regionale le politiche di tutela dell'ambiente tendono a concentrarsi, oltre che sulla lotta all'inquinamento, sulle procedure di trattamento ed eliminazione dei rifiuti, sul risparmio energetico e sull'espansione delle fonti rinnovabili in grado di produrre energia pulita.

Il tema della tutela dell'ambiente è spesso intrecciato a considerazione di carattere economico e alla tutela della salute della popolazione. Hanno, infatti, suscitato numerose preoccupazioni tra i cittadini italiani le conseguenze dell'inquinamento atmosferico in alcune zone del paese, come nel caso delle emissioni inquinanti dell'ILVA di Taranto, dell'interramento di rifiuti tossici e l'innesco di numerosi roghi di rifiuti nella "Terra dei Fuochi", dell'inquinamento da polveri sottili nelle zone urbane, per citare alcuni casi che hanno messo in discussione il diritto alla salute della popolazione, hanno evidenziato la diffusione delle cosiddette ecomafie (organizzazioni criminali infiltrate nel ciclo di gestione dei rifiuti allo scopo di trarne profitto smaltendoli illegalmente) ed hanno evidenziato i danni economici che l'inquinamento causa nelle zone vocate alla produzione agricola.

Altri casi, invece, hanno fatto emergere come i costi di risanamento dell'ambiente siano stati scaricati sullo Stato e sulla collettività mentre le aziende inquinanti hanno goduto di profitti maggiori smaltendo le scorie in modo non adeguato (ad esempio, le vicende della discarica di Bussi in Abruzzo), o come i fondi destinati alle bonifiche ambientali siano stati male utilizzati (ad esempio, la bonifica dell'area ex Italsider ed ex Eternit a Bagnoli, periferia ovest di Napoli).

Permangono, inoltre, gravi problemi al livello degli enti territoriali, che in molti casi si sono dimostrati incapaci di condurre una adeguata lotta agli scarichi abusivi e di realizzare e gestire adeguatamente gli impianti di depurazione, compromettendo così la qualità delle acque interne e del mare, incluse aree balneabili e di interesse naturalistico, con ingenti danni per il settore del turismo.

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